Alla scoperta di Cracovia

Tra il viaggio in Indonesia ad agosto 2015 e quello in Thailandia del dicembre successivo, io e Luca avevamo deciso di non inserire alcun viaggio intermedio, al massimo qualche gita fuori porta in Italia. Ma un pomeriggio mi arriva una di quelle mail di Ryanair dove si sponsorizzano voli low-cost… e vedo subito un’offerta per Cracovia. Volo di andata e ritorno meno di 40 euro a persona (leggi qui come prenotare un volo).
Presa dall’euforia inizio a cercare post che parlino di Cracovia, perchè, detto tra noi, quasi non sapevo dove fosse. L’avevo sentita nominare per Papa Wojtyla ma niente di più. Più leggo e più me ne innamoro. Sembra una di quelle chicche dell’Europa dell’Est rimaste sotto una campana di vetro.

 

 

Decido che questo sarà il mio regalo di compleanno per Luca. Prendo due biglietti per la fine di novembre e inizio a programmare il viaggio.
Prenoto su booking una camera vicina sia al centro storico sia alla stazione, tanto che ci permette di muoverci a piedi senza bisogno di usare mezzi pubblici. Il nostro hotel è il Navigator Apartments in Stare Miastro, nel cuore della città vecchia. L’unico mezzo pubblico che prenderemo sarà l’autobus di linea per raggiungere Auschwitz.

 

Cosa vedere in due giorni a Cracovia

 

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Nonostante la città non sia molto grande, a Cracovia ci sono molte cose da vedere. In primis noi siamo rimasti affascinati dall’immensa piazza centrale, Rynek Glowny, divisa in due sezioni dal palazzo centrale (il Fondaco dei tessuti). Pare essere la più grande piazza medievale d’Europa. Peccato, vediamo che nella piazza iniziano gli allestimenti per i mercatini di Natale, ma noi non riusciremo a vederli in quanto inizieranno solo la settimana successiva. Ci consoliamo facendo un giro nella galleria del Fondaco, dove si trovano numerose bancarelle aperte tutto l’anno. Proseguiamo poi su Warszawka dove visitiamo la Basilica di San Florian, dedicata al patrono della città. La Basilica fu costruita tra il 1180 ed il 1220 ed è la Basilica dove Papa Wojtyla ha lavorato come vicario.

Altra tappa è il The Barbican (chiamato anche Barbakan dagli abitanti di Cracovia). L’antico bastione aveva il compito di proteggere la città dagli invasori ed è situato proprio davanti alla porta Florianska. Oggi è l’unica porta antica ancora in piedi e consente l’accesso al centro storico della città.

 

 

Ci dirigiamo poi verso l’Oltrevistola.

Non siamo amanti dei musei, ma una visita alla Fabbrica di Schindler in questa città è d’obbligo. Le guide consigliano di prendere un taxi o un bus, noi optiamo per una bella passeggiata a piedi. La fabbrica dista circa quattro chilometri dal Wawel.
Sulla strada passiamo anche dalla Plac Bohaterow Getta con le sue caratteristiche grandi sedie in bronzo in memoria degli eroi del ghetto. Sempre in questa zona, molto interessante è l’Apoteka Pod Orlem. Una antica farmacia trasformata in museo che racconta come fosse la vita nel ghetto durante la seconda guerra mondiale.

Infine, altro quartiere molto interessante è il Kazimierz, il quartiere ebraico, si trovano numerose sinagoghe.

 

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Sicuramente una delle attività che a noi è piaciuta di più è stata quella di perderci tra le viuzze dello Stare Miastro, la città vecchia. Il centro storico di Cracovia si è salvato dalla furia distruttrice della guerra ed è divenuto patrimonio dell’UNESCO nel 1978.

Infine, visitiamo la collina del Wawel e con essa il castello e il suo drago che ancora oggi sputa fuoco a orari prestabiliti. Dalla collina si gode di una splendida vista sulla città e sul fiume Vistola.

 

Visitare Cracovia: Auschwitz

 

 

Una delle gite fuori porta da poter fare a Cracovia e che a nostro avviso è imperdibile, se non altro perché permette di toccare letteralmente con mano quanto avvenuto durante la seconda guerra mondiale, capire davvero cosa significa l’Olocausto e rendersi conto che la memoria è una delle cose più importanti per non ricadere negli errori commessi, è la visita al campo di concentramento di Auschwitz.

Per andare al campo, a circa 60 chilometri da Cracovia, ci sono diverse alternative. Si può affittare un’auto, prendere il treno dalla stazione di Cracovia fino alla stazione di Oswiecim, oppure si può partecipare a una visita organizzata. Infine, altra alternativa, che è quella che abbiamo scelto noi, è quella di servirsi dell’autobus di linea da Cracovia. Ci sono diverse compagnie, noi abbiamo optato per la compagnia con il maggior numero di collegamenti: Lajkonik. Abbiamo preso il biglietto per la partenza delle 9:40 al costo di 14 zloty (3,20 euro). Il biglietto lo abbiamo preso la mattina stessa in biglietteria. Consigliamo di arrivare in largo anticipo, così da poter comprare il biglietto senza problemi. L’autobus ci ha lasciati proprio nel parcheggio davanti all’ingresso del campo. Il biglietto lo avevamo prenotato in anticipo sul sito (qui). L’ingresso è gratuito e non è obbligatorio prenotare, tuttavia per ogni visita si ha un numero prefissato di partecipanti e quindi se non si ha la prenotazione, bisogna attendere il primo tour disponibile. Conviene quindi prenotare in anticipo, così da esser certi di partecipare alla visita.

 

 

Nel sito, nella sezione reseravation, cliccando su “individual tour” e scegliendo la data, vi appariranno le diverse visite che sono programmate durante il giorno e potrete sceglierle in base alla lingua della guida. Oltre all’inglese, polacco, francese e tedesco, è disponibile anche la visita in italiano, anche se non sono molto frequenti. Basterà scegliere l’opzione che si preferisce per prenotare. Il general tour dura circa tre ore e mezzo ed è il tour che consigliamo in quanto permette di visitare tutto il campo, compreso Birkenau (al ritorno si prende una navetta che conduce al parcheggio degli autobus di linea), e di capire a fondo la storia del campo. Il costo del general tour è 50 zloty.

 

 

Quando si varca la soglia del campo e si passa la famosa scritta “Arbeit Macht Frei” – il lavoro rende liberi -, le sensazioni che si provano sono indescrivibili. Si esce dal campo con un senso di vuoto e di rabbia per quello che è accaduto. Si prova un magone che è difficile descrivere a parole. Si vedono cose che hanno un impatto emotivo fortissimo. Tuttavia, nonostante il senso di stordimento e il malessere che si prova, è assolutamente una visita che è dovuta.

Al rientro, se avete optato per il bus, vi consigliamo di affrettarvi, soprattutto se rientrate tra le 16.00/17.00 perchè sono le ore in cui si ha il maggior numero di persone che finiscono la visita e si rischia di dover percorrere i 60 chilometri per Cracovia in piedi.

 

Vistare Cracovia: cosa mangiare

 

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La cucina polacca per noi è stata una scoperta. Pensavamo che fosse monotona e senza troppi sapori… e invece ci sbagliavamo! Il piatto che più ci è piaciuto sono i pierogi, ravioloni a forma di mezzaluna con tantissime farciture diverse. Forse i più comuni sono quelli con patate e ricotta, ma si possono davvero trovare di ogni gusto. Altra leccornia è la zapiekanka, tipico street food polacco. Si tratta di una baguette tagliata in orizzontale con sopra formaggio, funghi, prosciutto, ketchup e tantissimi altri ingredienti. Ottimo per un pasto veloce. Altro piatto tipico polacco che merita di essere assolutamente assaggiato è il Bigos, uno spezzatino di carne con crauti servito di solito all’interno di una forma di pane scavata. Risulta abbastanza piccante ma sicuramente è molto molto saporito.

 

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Ristoranti e pub imperdibili a Cracovia

 

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A Cracovia ci sono tantissimi pub che offrono una quantità di birre artigianali e polacche davvero estesa. Tra i pub che più abbiamo apprezzato di più ci sono: House of beer che ci ha sorpreso per la vasta gamma di birre bionde, scure e ambrate; il Beer Gallery pub con più di 150 birre tra cui scegliere; il Singer che con il suo arredamento molto particolare ci ha davvero affascinato – come avrete capito dal nome, tutti i tavolini sono ricavati dai vecchi tavoli con macchina da cucire Singer -; Alchemia che è davvero un pub particolare, appena si varca la soglia sembra di essere catapultati nel passato, con caminetti accesi, luci soffuse e un armadio che conduce alla cucina. Qui potrete degustare anche la famosa birra calda polacca. A noi non è piaciuta molto, per noi birra è sinonimo di ghiacciato… però provarla è d’obbligo.

 

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Infine, per quanto riguarda i ristoranti, ne abbiamo provati diversi e tutti sono stati all’altezza delle aspettative. Vi consigliamo di pranzare almeno una volta in una delle tante mense che si trovano nella zona di Stare Miastro. Si mangia bene, i prezzi sono bassissimi e avrete la possibilità di mangiare con la gente del posto e gli impiegati degli uffici in pausa pranzo. Tra i ristoranti che abbiamo preferito c’è U babci Maliny con degli spettacolari pierogi e bigos. Altro ristorante che merita una tappa è il Pod Wawelem, in zona Stare Miastro. Il ristorante è arredato come se fosse una stazione dei treni. La cucina è quella tipica polacca con succulenti grigliate di carne mista e salsicce, e ottime birre gelate.

 

Vistare Cracovia: costo della vita

 

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Cracovia è una piccola cittadina della Polonia molto animata grazie al consistente numero di giovani universitari che arrivano da tutta Europa con il programma Erasmus. Il costo della vita è irrisorio se paragonato a quello delle principali città europee. Ho trovato addirittura un articolo che la inserisce tra le città con il costo della vita più basso in Europa, basando la stima sullo strano indice della birra (un indice che si basa sul prezzo della birra locale). In effetti ci stupiamo di quanto spendiamo poco per i pasti e per le bevande. In media a pranzo spendiamo dieci/dodici euro a coppia e la sera non sforiamo mai i venticinque a coppia per una cena completa. Uno dei motivi che fanno sì che questa città sia così economica per noi è il fatto che in Polonia non c’è l’euro, bensì lo zloto. Il cambio euro/zloty ad oggi è pari a 1 euro-4,16 zloty. Ciò fa sì che per noi il costo della vita sia molto vantaggioso e ci permette quindi di goderci appieno la città e tutte le sue attrattive.

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