Jaipur e dintorni: la città rosa

Eccoci giunti alla nostra ultima tappa del nostro viaggio in Rajasthan. Dopo Jaipur infatti abbiamo lasciato il Rajasthan per l’Uttar Pradesh, dove abbiamo visitato Agra e poi siamo rientrati su Delhi.

Dopo qualche ora di viaggio siamo arrivati in quella che viene chiamata la città rosa e che è la capitale dello stato del Rajasthan. Non appena arrivati nel centro città capiamo il perchè di tale appellativo. Tutti i palazzi, senza nessuna eccezione, sono dipinti di rosa.

Ci domandiamo dunque perchè e scopriamo che il Maharaja Sawai Ram Singh per impressionare il Principe Alberto durante il suo tour del 1876 in India, decise di dipingere tutti gli edifici di rosa. Il colore rosa terracotta stava a significare accoglienza e ospitalità. Ancora oggi la città è dipinta di rosa perchè dal 1877 esiste una legge che vieta di dipingere gli edifici di Jaipur di un colore diverso dal rosa terracotta.

 

 

Appena arrivati in città siamo andati al nostro hotel per lasciare le valigie e poi ci siamo diretti subito in centro per iniziare la nostra visita (gli hotel in cui abbiamo pernottato li trovate qui).

Abbiamo pernottato due notti in questa immensa città di 1.6 milioni di abitanti. Nonostante la città sia davvero grande, le zone da visitare sono molto contenute e a nostro avviso una giornata piena o al massimo un giorno e una mattina sono sufficienti per visitarla.

Cosa vedere a Jaipur

Il primo giorno abbiamo visitato il City Palace, l’Osservatorio e abbiamo fatto il giro dei bazar, seguendo l’itinerario a piedi suggerito dalla Lonely Planet.

a) Il City Palace e l’Osservatorio

Il biglietto costa 500 rupie e comprende anche l’ingresso al Jamargath e al Cenotafio. Per l’Osservatorio abbiamo speso ulteriori 200 rupie.

Il palazzo è molto grande e si sviluppa su diversi livelli e come gli altri palazzi del Rajasthan, ha numerosi cortili interni che si susseguono uno dopo l’altro. Il più bello è sicuramente il cortile con le quattro porte che rappresentano le quattro stagioni, dove l’autunno è rappresentato da pavoni meravigliosi.

Proprio di fronte al City Palace si trova l’Osservatorio meglio conservato dell’India. Per capirlo al meglio, conviene prendere una guida che vi spieghi tutti gli strumenti disposti all’interno del parco.

 

 

b) I Bazar dell’Old City

Seguendo l’itinerario della nostra Lonely, abbiamo percorso 5 chilometri tra i bazar della città rosa, un susseguirsi di negozi che vendono sostanzialmente la stessa merce di bassa qualità. Ogni via cambia prodotto, dall’artigianato, al tessile, ai gioielli. Alcuni bazar sono più turistici, in genere quelli che seguono il perimetro delle mura, altri invece vendono prettamente prodotti per i locali o street food a cui un occidentale difficilmente può avvicinarsi senza rischiare di incappare nella temutissima “dissenteria del viaggiatore”. Seguendo le vie dei bazar si arriva su Tripolia bazar, la quale inizia dove c’è la magnifica porta di Tripolia gate, da cui solo i reali possono passare.

 

 

c) Il Wind Palace

Famosissimo palazzo di Jaipur. Noi siamo anche entrati al suoi interno pagando 200 rupie per il biglietto, ma vi assicuro che la visita può essere anche saltata e si può passare direttamente a fotografare la facciata anteriore dalla strada principale. Una volta giunti infondo a Tripolia bazar, svoltate a sinistra e dopo circa 100 metri troverete il palazzo.

Per poter scattare ottime foto, potete farle dal basso verso l’alto da sotto il palazzo. Infatti vi è una piccola zona recintata che permette ai turisti di scattare le foto senza troppi passanti. Oppure attraversate la strada e dirigetevi nei bar con la vista sul palazzo. Potrete scattare bellissime foto da questi piccoli terrazzi bevendo qualcosa di rinfrescante a prezzi decisamente modici per la vista di cui potrete godere.

 

cosa vedere a Jaipur

 

Decidiamo di lasciare libero il nostro autista – è di Jaipur e gli diciamo che può andare a casa dalla sua famiglia mentre noi visitiamo la città – e di continuare a passeggiare per la città (qui i riferimenti dell’agenzia a cui ci siamo rivolti per il nostro viaggio in Rajasthan). Ci fermiamo a cena su MI Road e dopo aver degustato un’ottima cena indiana e uno dei piatti tipici di Jaipur ovvero il kebab vegetariano, cerchiamo un tuc tuc per tornare in hotel. Quest’impresa si rivela non facilissima, in quanto facciamo fatica a trovare un autista che sappia dove si trova il nostro hotel e l’unico che troviamo ci chiede una cifra che rispetto ai prezzi dei tuc tuc indiani è un vero e proprio furto. Non abbiamo scelta, accettiamo e ci dirigiamo verso il nostro hotel.

Il giorno successivo al mattino, dopo una buona colazione nel nostro hotel, riniziamo la nostra visita.

e) L’Amber Fort

 

 

E’ senza dubbio molto bello anche se a noi è piaciuto più di tutti il forte di Jaisalmer.

Per poter salire al forte potrete ricorrere agli elefanti, cosa che noi sconsigliamo in quanto da ultime ispezioni governative si è attestato che gli animali sono maltrattati e quindi invitiamo i turisti e i viaggiatori a non incentivare questa situazione. Oppure potrete chiedere all’autista di farvi accedere dalla porta opposta, così da non dover percorrere l’intera salita a piedi. Se non avete l’autista, vi è un  servizio di jeep che vi porta e vi riprende a un prezzo di 400 rupie a persona.

Il forte è molto grande e se decidete di salire fino all’imponente fortezza vi occorrerà tutta la mattinata per visitarlo. La fortezza può essere raggiunta in auto, oppure per i più volenterosi, come noi, attraverso un tunnel che diviene poi un sentiero che collega l’Amber Fort con la fortezza. Lungo la strada avrete la possibilità di fare incontri molto ravvicinati con le scimmie che abitano sul sentiero. Sono generalmente tranquille ma comunque non avvicinatevi troppo e evitate di toccarle.

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a scattare qualche foto al Water Palace, palazzo in mezzo al lago di Jaipur.

 

f) Il tempio delle scimmie

Infine, avendo ancora tutto il pomeriggio a nostra disposizione e essendo il 14 gennaio, giorno del Kite festival a Jaipur – la maggior parte dei negozi del centro sono quindi chiusi – abbiamo deciso di andare a visitare il tempio delle scimmie. Come potrete capire dal nome, il tempio è abitato da tantissime scimmie e non mancano gli innumerevoli santoni pronti a dare consigli di vita ai viaggiatori. Si pagano 100 rupie per ciascuna fotocamera, 200 per la videocamera. Si accede ad un piazzale in cui si affacciano edifici antichi, non ristrutturati che conservano un fascino d’altri tempi. In questi primi edifici vi abitano i giovani intenti a divenire sacerdoti.

 

cosa vedere a Jaipur

 

Proseguendo si arriva a una prima vasca dove si trovano le prime scimmie intente a mangiare le centinaia e centinaia di banane che vengono loro offerte. Si inizia a salire verso la seconda vasca in cui i fedeli si immergono… se riuscirete a non far caso alla spazzatura che domina il tempio e agli indumenti gettati ovunque, riuscirete a sentire la spiritualità del luogo. Si prosegue sempre in salita verso un piazzale che segna la fine del tempio, ma non fermatevi qui, salite ancora. Da qui inizia una ripida salita che di solito è percorsa solo da fedeli induisti, ma noi decidiamo di aggregarci e proseguiamo la nostra salita. Incontriamo numerosi santoni che sembrano aver fumato non poca hashish, arriviamo alla fine a un piccolissimo tempio e da qui ci si apre una bellissima veduta sulla immensa città di Jaipur… la fatica è stata ricompensata.

Nel tornare indietro dovrete riaccedere al tempio, quindi non buttate i biglietti del pagamento delle fotocamere altrimenti al monumento del nuovo accesso vi verranno richieste altre 100 rupie a fotocamera.

 

 

Cosa vedere a Jaipur: alla scoperta dei dintorni

Finalmente è giunto il giorno! Si parte per Agra, ma non prima di esserci  fermati in due tappe intermedie che ci porteranno a visitare il pozzo di Chan Baori e la cittadina fantasma di Fatepur Sikri.

 

a) Choan Baori

E’ il pozzo del villaggio di Abhaneri. Non è molto conosciuto e non è inserito nei tradizionali circuiti del turismo cosiddetto di “massa”. In pratica si tratta di tredici grandi scalinate composte da 3500 gradini, che conducono ad un pozzo profondo all’incirca una ventina di metri. La costruzione del Chand Baori risale circa all’ottavo secolo. Questi pozzi venivano usati come luoghi di refrigerio e di riserva d’acqua per i periodi di siccità. Sono tipici dell’India e ce ne sono parecchi in tutto il territorio. Questo di Abhaneri però, sembra che sia il più grande ed il più profondo di tutta l’India. Ma quello che colpisce più di tutto è la sua incredibile architettura con l’intricata e perfetta geometria dei suoi gradini. Davvero unico nel suo genere.

 

cosa vedere a Jaipur

 

b) Fatehpur Sicri

Infine, prima di arrivare ad Agra, ci fermiamo a Fatehpur Sicri, anche detta la città fantasma. La cistruzione della città fu iniziata nel 1570 e  dopo soli tre anni era ultimata ed abitata da numerosi mercanti e artigiani. Fu voluta fortemente dal Maharajah ma già nel 1885 fu abbandonata per spostarsi in un’altra zona in quanto la città era stata costruita in una zona troppo arida e priva d’acqua.

I monumenti e i palazzi da vedere in questa città fortificata sono molti. Noi abbiamo iniziato dall’immensa moschea che è situata proprio sul lato sinistro dell’entrata alla città, per poi proseguire con l’interno delle mura della città dove abbiamo visto il Panch Mahal, ovvero il padiglione su più piani, il Palazzo di Birbal e tanti altri palazzi molto interessanti.

 

 

Per poter arrivare a Fathephur Sicri dovrete prendere obbligatoriamente un autobus che parte dal parcheggio delle auto dove il vostro autista vi lascerà e vi condurrà fino al piazzale davanti alla moschea. Dal parcheggio all’autobus incontrerete tanti venditori che vi chiederanno di promettergli che al vostro ritorno visiterete il loro negozio… ecco, se fate questo errore, poi al ritorno sarete super pressati dallo stesso rivenditore che vorrà quasi per forza farvi vedere il suo negozio. In questa città abbiamo incontrato i venditori più pressanti di tutto il nostro viaggio in Rajastan, sia nella zona dei negozi che all’interno della moschea dove c’erano ragazzini che ci hanno seguito praticamente per tutta la durata della nostra visita. Consigliamo dunque di non dare troppa confidenza a questi rivenditori e a questi ragazzini.

Infine, dopo Fatehpur Sikri, ci siamo diretti ad Agra dove abbiamo visitato il magnifico Taj Mahal (qui potrete trovare il racconto di una delle esperienze più belle dei nostri viaggi) e il Forte di Agra.

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