Taj Mahal

Monumento all’amore eterno: il Taj Mahal

Finalmente il giorno della nostra visita al Taj Mahal è arrivato!

Ultima tappa del nostro incredibile viaggio in India, si parte per Agra. Un viaggio di 200 chilometri che prevede due tappe intermedie, una al pozzo di Abhaneri o anche chiamato Choan Baori  e una a Fatepur Sikri anche conosciuta come la città fantasma, antica città fortezza costruita nel XV secolo e abitata per soli 14 anni.

Siamo partiti alle 8.30 da Jaipur e alle 16.00 eravamo ad Agra. Eravamo indecisi se dedicare la parte restante del pomeriggio alla visita dell’Agra Fort o se andare subito ad ammirare il motivo che ci aveva spinto a venire fino in Rajasthan. Abbiamo optato per la seconda e siamo andati direttamente nel giardino sulle sponde del fiume Yamuna per poter ammirare il lato posteriore del Taj Mahal.

Avevo un certo timore del Taj Mahal, timore di rimanere delusa, che non riuscisse a essere all’altezza delle mie aspettative. Da sempre il Taj Mahal era il mio sogno. Tra i monumenti/siti dichiarati meraviglie del mondo, Luca è sempre stato affascinato di più da Machu Picchu, e il suo sogno lo abbiamo realizzato la scorsa estate durante la nostra lune di miele.
Io invece ho sempre avuto una debolezza per il Taj Mahal. Per questo monumento dedicato all’amore eterno. Per questo mausoleo definito dal poeta indiano Rabindranath Tagore come ”una lacrima sul volto del Tempo”, facendo riferimento alla sua forma, o ancora, definito da Rudyard Kipling ”il cancello d’avorio sotto il quale passano i sogni”.

Quante volte lo avevo visto in foto, quante volte lo avevo osservato stampato su cartoline o contemplato nelle pagine dei libri di scuola, e ora era lì, a qualche centinaia di metri dalla nostra auto. Non stavo più nella pelle, finalmente il momento era arrivato.

Appena scesa dall’auto ho provato quell’emozione da primo giorno di scuola, quella che si prova quando si sa che si sta andando a conoscere nuovi compagni di classe. Pagate le 200 rupie per entrare nel giardino ci siamo diretti subito verso il fiume e abbiamo visto in lontananza la grande cupola bianca. Uno spettacolo indescrivibile a parole. Mano a mano che ci avvicinavamo verso la sponda del fiume, eravamo come ipnotizzati da tanta bellezza. La perfezione in un edificio. La maestosità unica al mondo in un palazzo. Siamo rimasti a contemplare il Taj fino al tramonto e mano a mano che il sole calava la luce rendeva sempre più bello il mausoleo. Più il sole era basso e più il Taj Mahal si colorava di sfumature rossastre che lo rendevano sempre più bello ed elegante.
Solo a sole calato siamo riusciti ad allontanarci, anche perché le guardie della sicurezza già da mezz’ora ci chiedevano di uscire perché i giardini stavano chiudendo.
Il nostro primo incontro con il Taj è stato questo, dalla riva del fiume Yamuna sul lato posteriore del palazzo, ma ovviamente non è stato l’unico.

 

Taj Mahal visto dal fiume Yumana

Taj Mahal al tramonto visto dal fiume Yamuna

 

La mattina seguente sveglia alle 5.30 e partenza per il Taj alle 6.00 in punto. Il nostro autista, Ratan di Incredible Real India, puntuale come sempre, alle 6.00 ci conduce sul lato orientale del palazzo. La porta meridionale apre solo alle 8.00 quindi se si vuole accedere all’alba bisogna recarsi alla porta orientale o a quella occidentale.

Arriviamo alle 6.20 fuori dal Taj Mahal e facciamo l’errore di dirigerci entrambi al ticket office per pagare il biglietto e ritirare l’acqua e i copri-scarpe. Infatti, nel frattempo numerose comitive si posizionano in fila senza ticket, lasciando l’onere del pagamento e del ritiro acqua alle guide dei tour organizzati. Il biglietto può essere acquistato anche online. Prima di accedere bisognerà comunque passare a ritirare la bottiglietta di acqua (se la si vuole) e il copri-scarpe (se non si  vuole accedere al Taj Mahal scalzi) presso l’ufficio accanto alla biglietteria. In realtà, non bisogna stare scalzi per tutta la visita del sito, ma solo quando si sale sulla base in marmo bianco del Taj Mahal e quando si entra nel mausoleo.

 

Da dove si entra al Taj Mahal

L’entrata al Taj Mahal

 

Ci mettiamo in fila alle 6.40 circa e abbiamo davanti più o meno 300 persone. Ci sono due file distinte, una per gli uomini e una per le donne. Il nostro autista ci ha detto che non è consentito portare con sé borse e zaini, quindi Luca ed io ci ritroviamo con bottigliette di acqua e guida della Lonely in mano. In realtà moltissimi turisti hanno sia borse di piccola dimensione sia zainetti.
Purtroppo alle 10.00 il Taj chiude al pubblico per l’arrivo del primo ministro israeliano Netanyahu, a cui è riservata una visita privata del mausoleo e noi dobbiamo uscire prima del suo arrivo. Ma direi che dalle 8.00 alle 10.00 è più che sufficiente per ammirare e per visitare il Taj Mahal.

Appena entrati dalla porta orientale giriamo a destra e ci troviamo davanti l’enorme portale in arenaria rossa che conduce a uno dei punti più fotografati al mondo: la parte anteriore del Taj Mahal con le vasche rettangolari ancora non in funzione. Infatti, un’ulteriore vantaggio – oltre a quello di avere una luce meravigliosa – dell’entrare all’alba è che le fontanelle nelle vasche non sono ancora in funzione e dunque si ha la possibilità di fotografare il Taj Mahal riflesso nell’acqua. Le fontane entrano in funzione intorno alle 8.30.
Da subito si forma una calca attorno al punto di accesso, tutti vogliono scattare una classica foto del Taj.

Proseguiamo fino ad arrivare sotto l’imponente mausoleo e prima di salire ci infiliamo i copri-scarpe. Entriamo e facciamo una rapida visita dell’interno e delle tombe fittizie. Dico fittizie perché quelle vere sono custodite in una stanza al piano inferiore non aperta al pubblico. Dal basamento del Taj Mahal, volutamente rialzato rispetto al resto del complesso, si possono ammirare in tutta la loro interezza i giardini e la porta di accesso al sito.

 

da dove fotografare il Taj Mahal

I Giardini del Taj Mahal

 

Torniamo indietro per ammirare ancora una volta il Taj Mahal. Ormai la calca dell’alba si è dissolta, possiamo fare qualche selfie e qualche foto con più tranquillità, ma le fontane sono in funzione e il sole è già alto, la magia dell’alba è ormai scomparsa.
Ci sediamo su una panchina e ci soffermiamo a contemplare il Taj Mahal. Non ci sembra vero, un altro sogno è stato avverato.

 

Informazioni utili per la visita al Taj Mahal

  • Prezzo del biglietto 1000 rupie a persona, compresa una bottiglia di acqua e i copri-scarpe per camminare sul basamento del Taj Mahal e al suo interno.
  • Apertura del gate meridionale ore 8.00
  • I gate est e ovest sono aperti dall’alba a tramonto (controllate l’orario dell’alba nel mese in cui vi trovate in India).
  • La biglietteria apre venti minuti prima dell’alba. Possibilità di acquistare il biglietto online sul sito ufficiale indiano.
  • Il Taj Mahal, come la maggior parte dei monumenti in India, soprattutto se musulmani, è chiuso al venerdì.

 

Fotografare il Taj Mahal

Porta di accesso al Mausoleo

 

Curiosità sul Taj Mahal

a) E’ una notizia fresca di inizio 2018 quella di voler limitare l’accesso al Taj Mahal, ponendo un tetto di 40 mila ingressi giornalieri. La decisione è stata presa dal Archeological survey of India, responsabile del monumento, che ha motivato la decisione con l’aumentata usura del marmo del mausoleo dovuto all’elevato numero di visitatori che ogni anno accede al Taj Mahal. I dati evidenziano che ogni anno dai 7 agli 8 milioni di turisti accedono al sito per ammirare lo splendore del mausoleo. Di questo elevatissimo numero, solo il dieci per cento è rappresentato da stranieri e raramente arriva al milione. Ecco che allora qualcosa non torna nel limite inserito a inizio anno. Innanzitutto, il limite è rivolto solo ai visitatori indiani, i quali pagano un biglietto di sole 40 rupie, contro le 1000 rupie chieste agli stranieri; inoltre, durante i giorni feriali il numero di visitatori si aggira attorno alle 20-25 mila unità, mentre solo durante i giorni festivi si toccano punte di circa 70 mila visite. Si scopre, in definitiva, che anche qualora il numero di visitatori indiani dovesse superare le quaranta mila unità, non si bloccherà l’accesso ai nazionali, ma questi potranno comunque accedere al monumento pagando il prezzo del biglietto richiesto ai turisti stranieri. Probabilmente alcuni indiani rinunceranno alla visita, ma comunque, come quasi sempre accade, a fare da discrimine sarà il potere d’acquisto.

b) A fine 2017, per la prima volta nella storia, il Taj Mahal è stato rimosso dal libretto turistico dello stato dell’Uttar Pradesh (stato indiano in cui si trova Agra). Era risaputo che il governo di questo stato non amasse particolarmente il Taj Mahal, in quanto monumento musulmano, ma che addirittura il monumento rientrante nella lista delle sette meraviglie del mondo venisse eliminato dalle principali attrazioni turistiche dello stato ha destato non pochi clamori. Uno degli esponenti del Bjp (gruppo politico a capo del governo), il parlamentare locale Sangeet Som, ha detto che il Taj è una “macchia” nel passato dell’India. Bisogna ricordare che da molti anni esistono diatribe che hanno anche condotto a scontri tra hindu e mussulmani e che gli hindu – che oggi sono al governo – rivendicano circa 40 mila templi, oggi moschee, ritenendo che questi una volta fossero importanti templi hindu. Uno fra tutti il tempio di Ayodhya, anche questo in Uttar Pradesh. Nel 1992 hindu fondamentalisti dentro e fuori il Bjp decisero di compiere una strage pur di ricostruire quello che consideravano un tempio dedicato al luogo di nascita del dio Rama sotterrato nel basamento della moschea di Babri distrutta pietra su pietra.

c) Non starò qui a raccontarvi la storia del Taj Mahal, sono certa che l’abbiate già letta in numerose guide. Voglio invece riportarvi una curiosità sulla struttura di questo imponente mausoleo voluto dall’imperatore Shah Jahan per ricordare la defunta moglie Mumtaz Mahal. L’imperatore fece costruire tutto in modo simmetrico. Se osservate attentamente tutta la struttura del Taj Mahal, dal palazzo centrale, agli edifici che lo circondano, ai giardini, noterete che tutto è al proprio posto. Tutto è perfettamente simmetrico. I minareti sono posizionati perfettamente al proprio posto. Sul lato destro del Taj sorge la moschea e sul lato opposto vi è un edificio perfettamente identico che in realtà non ha alcuna funzione particolare, ma è stato comunque voluto dall’imperatore per mantenere la perfetta simmetria e armoniosità dell’intero complesso. La tomba della moglie dell’imperatore è perfettamente posizionata al centro del mausoleo e tutte le facciate del Taj Mahal sono perfettamente simmetriche tra loro. La perfetta geometria del monumento è ineguagliabile, tanto che una leggenda vuole che al termine dei lavori, l’imperatore ordinò di amputare le mani a chiunque avesse lavorato alla realizzazione del Taj Mahal, così da non permettere a nessuno di replicare quello straordinario capolavoro. Ma se fate particolare attenzione a tutti questi dettagli, vi accorgerete che vi è una cosa fuori posto. Vi state chiedendo cosa? Noterete che accanto alla tomba di Mumtaz Mahal vi è un’altra tomba che sembra stonare con tutta l’armonia del complesso. E’ la tomba dell’imperatore, che dopo aver vissuto per anni imprigionato dal figlio all’interno dell’Agra Fort, quando morì fu fatto seppellire, senza particolari cerimonie, all’interno del mausoleo, accanto alla tomba della moglie. Questa tomba è l’unico elemento dissonante dell’intero Taj Mahal.

 

Fotografare il Taj Mahal

Il Taj Mahal

 

Da dove scattare le foto migliori del Taj Mahal

a) Per avere una prima impressione del Taj Mahal a nostro avviso il punto migliore per contemplarlo è all’ora del tramonto dal lato settentrionale, sulle sponde del fiume. Da qui potrete vedere il lato posteriore del palazzo e contemplarlo in tutta la sua bellezza senza la calca delle persone e con una luce che rende il Taj ancora più suggestivo.

b) Dal Forte di Agra, anche se da questa distanza serve un buono zoom per scattare fotografie uniche. Il punto migliore è dalle camere in cui era imprigionato l’imperatore Shah Jahan

c) Dalla terrazza dell’hotel Saniya Palace. Questo hotel dispone di una delle migliori terrazze con vista sul Taj Mahal di tutta Agra. Noi non abbiamo avuto modo di andare personalmente, ma tutti, dai blogger, ai racconti di altri turisti, alla guida della Lonely Planet, suggeriscono di salire sulla terrazza di questo hotel per ammirare il Taj Mahal, magari davanti a una tazza di fumante Masala Chai, il tipico tè indiano.

d) Immancabile la foto di rito sul lato meridionale, dove ci sono le vasche e il Taj si riflette nell’acqua dietro di voi (solo al momento dell’alba perché poi le fontane vengono attivate e il movimento dell’acqua non consente il riflettersi del Taj). In questo caso, sarete assaliti letteralmente da indiani che si reputano fotografi e che vogliono scattarvi qualche foto per poi vendervele a un prezzo non proprio vantaggioso. Vi scatteranno circa 50 foto per 5.000 rupie, ma potete fare stampare solo le foto che più vi piacciono per 100 rupie a stampa, contrattate il prezzo del cd con tutte le foto salvate in digitale. È vero, il prezzo è alto e la cosa molto turistica, ma se volete delle foto per ricordo e magari i selfie che riuscite a farvi in autonomia non vi soddisfano e i passanti non fanno grandi scatti, potrebbe essere una soluzione per avere belle foto davanti a una delle sette meraviglie del mondo… diciamocelo, non è da tutti i giorni avere alle proprie spalle il Taj Mahal.

 

Visita al Taj Mahal

Doriana, Luca e il Taj Mahal

 

Consigli

Per chi intraprende un tour del Rajasthan, come noi, consigliamo vivamente di fare il tour in senso antiorario. Di solito le agenzie locali consigliano di fare il tour in senso orario, quindi da Delhi verso Agra proseguendo poi per Jaipur e così via. Noi, per puro caso (con tour in senso orario saremmo arrivati ad Agra di venerdi e in questo giorno il Taj Mahal è chiuso), abbiamo impostato il tour in senso antiorario e quindi da Delhi verso Mandawa. A nostro avviso questa è stata la decisione migliore che potessimo prendere, perché in questo modo il nostro viaggio è stato tutto in crescendo, da Mandawa, a Bikaner per poi giungere a Jaisalmer e da qui entrando nel cuore del Rajasthan e in un turbinio di emozioni. Fino ad arrivare alla nostra ultima tappa, l’apice del nostro viaggio, l’apoteosi delle esperienze… Agra con il suo meraviglioso Taj Mahal. Lasciarci il Taj come ultima tappa ci ha concesso di goderci le tappe precedenti senza fare paragoni con questa meraviglia del mondo ma soprattutto ci ha consentito di chiudere il nostro viaggio con il vero motivo che ci ha spinto fino in Rajasthan.

 

 

2 commenti
  1. Silvia
    Silvia dice:

    Molto interessante! Seguiremo i consigli del paragrafo dedicato alle foto…attendo gli altri articolo dedicati al vostro viaggio! Nell’attesa di partire!

    Rispondi
    • Doriana
      Doriana dice:

      Grazie! Nelle prossime settimane usciranno anche quelli, il tour è stato talmente intenso che abbiamo tantissime cose da raccontare!

      Rispondi

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