Cosa vedere in Rajasthan

Alle porte del Rajasthan: Delhi, Mandawa e Bikaner

Il nostro primo incontro con l’India lo abbiamo avuto esplorando il Rajasthan, terra dei Maharaja, delle spezie, dei gioielli e pietre preziose, e dei bazar.

I consigli su come strutturare il viaggio e il nostro itinerario li trovate qui.

In questo primo post vogliamo invece consigliarvi cosa non potete assolutamente perdervi del Rajasthan, in particolare di Delhi, Mandawa e Bikaner, che sono state le nostre prime tre tappe di questo splendido viaggio.

1) Cosa vedere in Rajasthan: Nuova Delhi

 

Premetto, questa è una tappa che a mio avviso si potrebbe saltare, soprattutto se avete poco tempo a disposizione, tuttavia, se avete un giorno in più e atterrate all’aeroporto di Delhi, allora dedicate una giornata a questa immensa città.

Secondo noi quello che non può essere perso durante una visita a Nuova Delhi è:

a) Jama Masjid. Situata in Old Delhi, questa antica moschea edificata tra il 1644 e il 1658 è la moschea più grande dell’India, riuscendo ad ospitare fino a 2.500 fedeli. Realizzata in arenaria e marmo bianco, questa moschea si impone sulle vie della città vecchia. Pagando 100 rupie e percorrendo i 121 gradini, è possibile salire sulla cima del minareto ed ammirare la città vecchia dall’alto.

L’entrata è gratuita ma è prevista una tassa di 300 rupie per ogni apparecchio tecnologico in grado di scattare foto (fotocamera, cellulare ecc).

 

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b) Agasen ki Baoli. Nascosto tra le vie di New Delhi troverete questo suggestivo pozzo risalente al XIV secolo. Le guide generalmente non lo propongono tra le attrattive, pertanto dovrete essere voi a fare specifica richiesta di voler visitare il pozzo.

Potrete scendere fino infondo al pozzo, percorrendo i 103 gradini, circondati da nicchie ad arco. Gli abitanti di Delhi gli hanno dato l’appellativo di Gola del Diavolo.

L’ingresso è gratuito.

 

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c) La Tomba di Humayun. Questo mausoleo fu edificato nel XVI secolo per volere di Haji Begun, prima moglie persiana dell’imperatore moghul Humayun. Proprio questa tomba fu presa a modello per la realizzazione del Taj Mahal.

Divenuto patrimonio dell’UNESCO nel 1993 è oggi uno dei siti più visitati dai turisti a Delhi.

All’interno del complesso vi sono anche altre tombe, come quelle di Isa Khan e di Khan-i-Khanan.

Ingresso 500 rupie.

 

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d) Un giro in risciò o a piedi tra le vie di Old Delhi per assaporare l’essenza della città vecchia, inebriarsi dei profumi delle spezie e dello street food preparato ad ogni angolo delle strade, ammirare il susseguirsi di negozietti che costituiscono i diversi bazar – da quello delle spezie, alla via della carta, a quello degli abiti da sposa tradizionali

Tutti i giorni dopo le 11.00 fino a tardo pomeriggio.

Costo di un risciò a motore a tre posti: 200 rupie per risciò.

 

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e) Il Red Fort. In realtà, se fate tutto il giro del Rajasthan vedrete in ogni città un forte e secondo noi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il Forte di Jaisalmer è assolutamente il più bello. Se avete poco tempo a Delhi prediligete le altre attrazioni, ma se avete un giorno e mezzo come noi, allora il Red Fort merita una visita, anche perché è in pieno centro e si può visitare nella stessa mattinata in cui si visita la moschea e il bazar dell’Old city.

Prezzo del biglietto 500 rupie.

 

2) Cosa vedere in Rajasthan: Mandawa

 

In molti la ritengono una città solo di passaggio, indispensabile come pit stop prima di arrivare a Bikaner. Per noi non è stato così. Pensiamo che Mandawa racchiuda al suo interno un fascino sbiadito, d’altri tempi. È una piccola cittadina che rievoca epoche passate, epoche in cui i ricchi mercanti facevano a gara per chi possedesse l’haveli più sontuosa. Oggi quello sfarzo ha lasciato spazio alla polvere della terra arida e ocra che fa da padrona, ma gli abitanti non hanno perso il loro spirito.

 

Cosa vedere in Rajasthan

 

Dopo sei ore di viaggio da Delhi arriviamo a Mandawa. Optiamo per una guida che parla italiano (Opi) e iniziamo la nostra visita della città. Opi ci porta a spasso per le vie del centro ma ci conduce anche in vie più nascose. Siamo super soddisfatti perché in realtà ci ha mostrato numerose Haveli che probabilmente da soli non avremmo trovato e comunque non avremmo capito (sulla Lonely non si fa menzione delle decine e decine di Haveli che ci sono a Mandawa).

In particolare, le cose che consigliamo di fare e vedere a Mandawa sono:

 

a) Giro delle Haveli, in primis Murmuria Haveli. Se entrate nel cortile interno (è possibile solo con guida) potrete ammirare gli affreschi che raffigurano Marco Polo, il Ponte di Rialto e il Canal Grande di Venezia. Oltre a questa Haveli ce ne sono molte altre, la maggior parte lasciate a un custode in quanto le ricche famiglie si sono trasferite principalmente a Calcutta, città oggi in forte crescita economica.

 

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b) Passeggiata sulla via principale di Mandawa per assaporare appieno la quotidianità indiana, con le sue botteghe, i vecchi sarti che lavorano alla loro macchina da cucire e le bancarelle di street food.

 

c) dormire in un hotel ricavato da un Haveli. La maggior parte degli hotel di Mandawa sono ricavati da Haveli, ma ce ne sono di più e meno belli. Noi abbiamo soggiornato al Mandawa Kothi. Siamo stati i primissimi ospiti a soggiornare in quanto non era ancora aperto al pubblico. Raju di Incredible Real India, proprietario anche di questo hotel, ci ha offerto di scambiare la nostra camera al Radikha Haveli con una nel suo nuovo hotel, senza alcun sovraprezzo. Abbiamo accettato immediatamente!!! Comunque anche il Radikha haveli è un ottimo hotel in cui soggiornare a un prezzo molto buono.

 

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Se volete sentirvi per una notte come dei reali, provate l’emozione di dormire nel castello del Maharaja. A Mandawa il castello del Maharaja è stato trasformato in parte in hotel e in parte è chiuso e disabitato. Il prezzo di una notte al castello è di circa 80-100 per una doppia. Non un prezzo proibitivo, ma senz’altro molto elevato per la media degli hotel indiani.

 

 3) Cosa vedere in Rajasthan: Bikaner

 

Con quattro ore di tragitto da Mandawa si arriva a Bikaner, polverosa città di circa mezzo milione di abitanti. Bikaner è avvolta da un fascino medievale unico nel suo genere. Qui le attrattive da visitare non sono molte, ma non potete lasciarvi sfuggire:

 

a) Il Jungarth fort: immenso e possente, è sicuramente la principale attrattiva di Bikaner. Eretto tra il 1589 e il 1593 dal Raja Rai Singh conta decine e decine di stanze sviluppate su diversi livelli, tutte decorate in modo sfarzoso e affrescate con colori vivaci.

La biglietteria si trova dal lato della porta Karan Prole, il costo del biglietto è di 350 rupie per entrata a persona compreso di macchina fotografica e audio guida – disponibile in inglese, francese e tedesco – per cui è necessario lasciare a garanzia un documento. Se preferite una guida in italiano, fuori dal forte ci sono diverse guide pronte a illustrarvi passo passo il forte.

 

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b) Old city in risciò: la città vecchia può essere visitata anche a piedi, ma è molto grande ed è difficile orientarsi anche perché non tutte le vie hanno nomi e gli incroci sembrano un po’ tutti uguali. Tuttavia se proprio volete fare il giro a piedi, fatevi lasciare nella zona del mercato vecchio e girate per le bancarelle e negozietti indirizzati principalmente ai locali, in cui potrete trovare per lo più frutta e verdura, street food, pentole e scarpe. Sempre all’interno delle mura medioevali lunghe ben sette chilometri, troverete anche interessanti haveli, come Kotari e Rampuiya haveli, finemente decorate con jaalis (i disegni a traforo su pietra), chajjas (le sporgenze), jharokhas (i tipici balconi prominenti in stile rajasthano).

Giro in risciò da 150 a 250 rupie in base al tempo e alla possibilità di farsi accompagnare in hotel al termine della visita.

 

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c) Bhandasar temple: nel cuore della città vecchia, il tempio giainista molto suggestivo e colorato. Si erge su un livello più alto di quello stradale e permette di vedere il centro della città da una prospettiva più alta. Secondo una leggenda locale, durante la sua edificazione, per la stesura del pavimento al posto dell’acqua fu usato il ghee (una sorta di burro fuso) e nei periodi particolarmente torridi si dice che il pavimento trasudi burro.

L’entrata è gratuita, ma la mancia a fine giro è particolarmente gradita dal sacerdote del tempio.

 

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d) Karni Mata Temple: appena fuori Bikaner a circa 15 minuti di auto troverete Deshnok. Qui si trova il cosiddetto tempio dei topi. Se non avete paura di questi animaletti, provate questa esperienza unica nel suo genere. Il tempio si divide in due parti, una prima parte all’aperto, con una grande piazza con una zona sulla destra in cui viene riposto il cibo per i venerati topi e un piccolo tempio sempre sulla destra dove troverete altrettanti topi intenti a bere latte e mangiare frutta e verdura offerta dai fedeli, e una parte interna in cui si entra in fila indiana fino alla statua del dio venerato.

Non temete, la probabilità che un topo vi tocchi o vi passi sui piedi è molto bassa. La maggior parte di essi si raggruppa negli angoli e nelle zone in cui viene portato il cibo. E se dovesse toccarvi, non disperate… è segno di buon auspicio!

La storia vuole che Karni Mata, uomo vissuto nel XIV secolo e capace di compiere miracoli, perse il figlio in giovane età. Mata chiese al dio della morte Yama di far resuscitare il figlio ma esso gli disse che non era in grado e che si sarebbe dovuto rivolgere alla dea della reincarnazione Durga. Durga fece resuscitare il ragazzo ma decretò che da quel momento tutti i membri della famiglia Mata non sarebbero più morti e si sarebbero reincarnati in topi.

Oggi centinaia di famiglie di Deshnok ritengono di essere discendenti dei Mata e pertanto destinati a reincarnarsi in topi.

Entrata gratuita, si lasciano 20 rupie dove si depositano le scarpe.

 

 

 

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